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Folklore :: Festa del Narciso
61° Festa del Narciso

1° Ovunque il sole splenda voti (voti 717,50)

2° Aladin e Jasmine:un amore da favola,non una favola d’amore.(Voti :707,50)

3° Luna e l'altro (voti 698,00)

4° Menù?Tutto a base di pirati (voti : 689,00)

5° Sotto a chi tocca c'è Dracula alla Rocca! (voti :585,50)

6°Vespa di sera…si cucca si spera! (voti 563,00)

Guarda e vota...

Guarda i video della 61° edizione della Festa del Narciso

Festa del Narciso 2007

Guarda i video della 60° edizione della Festa del Narciso

Festa del Narciso 2006

La festa del narciso dal 1947 ai giorni nostri...
Nel lontano 1947 un gruppo di energici giovani del paese diedero luogo ad una splendida festa,soprattutto per cancellare o meglio, alleviare i dolori che la guerra aveva lasciato. Probabilmente l’idea l’aveva lanciata qualche immigrato californiano ai parenti rocchiggiani dato che a Pasadena, in California si svolgeva già da anni la sfilata delle rose. Comunque sia, la festa movimentò tutto il paese e portò una ventata di allegria. Il Narciso cresceva e cresce tutt’ora copioso sull’altipiano spontaneamente nel mese di Maggio, cosicché la festa è diventata un simbolo di Rocca di Mezzo e s ripete immancabilmente da ormai 59 anni. All’ inizio i carri erano costruiti su piattaforme di legno, con materiali rimediati ed erano trainati da buoi ed in seguito da buoi mezzi agricoli e lo stile riportava quasi sempre al folklore abruzzese.. la cosa particolare è che le fanciulle sfilavano sui carri, cosa che con il passare del tempo si è perso dato che le scenografie si realizzano solo intorno ai carri allegorici. Inoltre nel corso degli anni la Festa , pur conservando intatto tutto il suo fascino e la sua vanità, si è adattata al mutare dei tempi.
Per le recenti feste i carri sono dotati di strutture articolate, elaborate fin nei minimi particolari e vivacizzate da tanti colori variopinti. Alcuni per così dire dai contenuti avveniristici e tecnologici ed altri di “impegno sociale”. La festa si arricchisce di anno in anno di contenuti coreografici e spettacolari sempre più perfezionati , attirando un crescente afflusso di pubblico che supera sempre le diecimila presenze. I “costruttori ” lavorano tutto il mese di Maggio sulla struttura, l’ultima settimana è la più fervente dato che le ragazze si dedicano alla raccolta di narcisi mentre gli altri continuano a lavorare sul carro che nelle ultime ore si trasforma completamente. La sera del sabato , intorno alle ore 22.00 si comincia l’infioratura dei carri, nell’apposita rete sistemata sulle strutture nel pomeriggio. Quindi per tutta la notte si continua a tappezzare i carri di fiori e per tutta la mattina si appongono gli ultimi ritocchi.
Ore 15.30: tutti in costume e pronti per la sfilata…I carri partono da via T. I. D’Eramo dove sono stati costruiti, passano per la zona di S.Maria e prendono il viale che li porterà in pazza Principe di Piemonte , dov’ è tutto il pubblico che li attende. Appunto in piazza ci sono 3 giurie dove i carri rappresenteranno la coreografia preparata precedentemente. La votazione avviene intorno alle ore 19.00 e vengono presi in considerazione varie caratteristiche quali l’infioratura, la struttura e le scenografie.
Scientificamente il narciso...

Scientificamente, il Narciso, (narcissus poeticus) è una bulbacea perenne che non si distrugge prelevando l’asse floreale; ogni anno se ne raccolgono milioni di esemplari senza costituire un pericolo per la specie. I narcisi più conosciuti sono:

  • narciso striato(bianco)

  • narciso trombone(arancio)

  • narciso nostrale i tazzetta(mazzolino)

  • narciso autunnale()margherita)

  • giunchiglia di Spagna(arancio)

La fioritura è in due periodi dell’anno a seconda della specie e della diffusione;

AUTUNNALE(la corona centrale è molto meno sviluppata) E PRIMAVERILE-ESTIVA.

Il narcissus poeticus fa parte della famiglia delle Amarillidacee, la quale comprende 70 generi e 390 specie(tra cui il bucaneve e giglio marino); è una pianta erbacea munita di un bulbo sotterraneo.

E’ una pianta GEOFITA cioè supera le stagioni avverse tramite il bulbo ricco di sostanze di riserva.

Habitat: erbaceo.

Altezza media:20-30 cm.

Il libro : LA FESTA DEL NARCISO
A riguardo di questo splendido argomento è fondamentale citare il libro “LA FESTA DEL NARCISO dalle origini all’inizio del nuovo millennio” presentato il 31 agosto 2005 nella Sala dell’Oratorio. Il libro è stato realizzato sotto il patrocinio della Regione Abruzzo, dall'Agenzia Promozionale Culturale delle Rocche di Rocca di Mezzo.

Alla presentazione sono intervenuti:

-BETTI MURA

Assessore regionale alla promozione culturale e sociale.

-STEFANIA PEZZOPANE

Presidente della provincia dell’Aquila

-FERDINANDO DI ORIO

Rettore dell’università dell’Aquila

-ROBERTO DI PAOLA

Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici per l’Abruzzo

Infine, la sala è stata allietata dai canti del coro di Torninparte.

News 2005

Il 21 e 22 maggio la festa del Narciso ha aderito all’iniziativa: " Abbiamo riso per una cosa seria.."

L’iniziativa è della FOCSIV (www.focsiv.it) e con un kg di riso del commercio equo e solidale proveniente dalla Thailandia, puoi aiutare un Paese duramente colpito dallo tsunami senza lasciare nel silenzio il resto del mondo.

Sul numero 5\2005 del famoso mensile del turismo QUI TOURING è stato pubblicato un articolo sulla festa del narciso, e su Rocca di Mezzo, che fu scenario de “la strada” di Fellini.

Feste simili

L’INFIORATA DI GENZANO DI ROMA

Ormai possiamo dirlo senza tema di smentita: da oltre 200 anni in Genzano di Roma si realizza l’INFIORATA! Su questa festa in tanti hanno scritto, e di tutto.

Dell’Infiorata di Genzano un anonimo cronista ci ha tramandato le origini, e sappiamo con certezza che la prima Infiorata totale avvenne in occasione dell’ottavario della Festa del Corpus Domini, nell’anno di grazia 1782, per interessamento di Don Arcangelo Leofreddi, pio abitante della Via Sforza (oggi Via Bruno Buozzi). Ottenne egli dal Vescovo di Albano Laziale che almeno una delle tre processioni passasse per Via Sforza e quando per tale strada, nel 1782, per la prima volta passò il Santissimo Sacramento invitò tutti gli abitanti della strada a realizzare dei tappeti tessuti di fiori, ma non più come da tempi immemorabili costumava, di piccole dimensioni di fronte alla propria abitazione, ma tutti insieme al centro della strada. Questa Infiorata collettiva ebbe un successo tale che travalicò i limiti stessi di Genzano e divenne ben presto “festa europea”, come la definì nel 1844 Gaetano Moroni, autore di uno dei più importanti dizionari dell’800. Ma l’Infiorata ebbe luogo in Via Sforza solamente fino alla fine degli anni Trenta del secolo scorso. Nel 1836 la fontana monumentale di San Sebastiano, opera ragguardevole di Virginio Bracci, eretta attorno al 1776, fu spostata dal Comune dal centro della via corriera all’imbocco di Via Sforza, dove si trova oggi. Gli abitanti della via in cui si tenne la prima Infiorata mal digerirono la cosa, e da allora in poi non vollero più partecipare. Restarono dunque artefici della festa i soli abitanti di Via Livia (odierna Via Italo Belardi) che già agli inizi del secolo scorso imitarono i concittadini di Via Sforza.

alla fine dell’800 nella realizzazione dell’Infiorata avvenne una sostanziale trasformazione. Non erano più i soli abitanti di Via Livia ad infiorare il tratto di strada di fronte alle loro abitazioni, ma il rito veniva affidato all’intera comunità cittadina. Via Livia da allora viene suddivisa in tratti di dimensioni uguali, e gruppi cittadini si incaricano di realizzare tappeti e figurativi, che formano un immenso tappeto floreale, che si estende per 1890 mq. Per la sua realizzazione occorrono circa 450.000 fiori, oltre alle essenze vegetali; i singoli petali vengono utilizzati dagli infioratori così come i colori di una tavolozza dai pittori: il giallo della ginestra, l'azzurro della torrena, il rosso dei garofani, il verde del bosso e del finocchio selvatico.

L’evento, divenuto nel corso degli anni simbolo della nostra città e prestigiosa occasione di promozione del patrimonio tradizionale del nostro territorio, in ogni sua edizione ha visto una notevole presenza di visitatori: circa 250.000 presenze per ogni giorno di manifestazione.

L’Infiorata si articola in varie fasi: l’ideazione e la preparazione dei bozzetti (i disegni che saranno poi realizzati con i fiori), la raccolta dei fiori e delle essenze vegetali, lo “spelluccamento” (separazione dei petali dalla corolla), i disegni a terra (il sabato sera), la posa dei petali (la domenica mattina), l’Infiorata completata (tarda mattinata/primo pomeriggio della domenica), la Processione del SS. Sacramento (la domenica sera) ed infine lo “spallamento” – quando i bambini correndo dalla scalinata della Chiesa di Santa Maria della Cima dìsfano i quadri infiorati (il lunedì sera). In questa forma l’Infiorata è giunta sino ai nostri giorni, ed ha preso rincorsa tale, che andrà ancora avanti negli anni.

Infiorata 1999,

Dall’Impero al Giubileo – 2000 anni di Storia dell’Arte

Ed Internazionali...

Il concetto di lontananza è molto relativo nell’era di internet…..è proprio grazie a quest’ultimo che abbiamo scoperto che in Austria, a Bad Ausee nasce lo stesso narciso ..e che viene organizzata una festa molto simile alla nostra… vi consigliamo una visitina a

http://www.narzissenfest.at

ne vale la pena ….

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