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Cultura :: il "cratere" del Sirente |
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“Illuminazione divina” |
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Costantino disse che verso la metà del giorno, quando il sole comincia a declinare vide con i propri occhi in cielo, più in alto del Sole, il trofeo di una croce di luce sulla quale erano tracciate le parole “IN HOC SIGNO VINCES”. Fu pervaso da grande stupore, e insieme a lui tutto il suo esercito la stella rifulse immensa come un nuovo Sole” testimonianza di Eusebio.
Era il 28 ottobre 312 dell’era cristiana: nella piana di Saxa Rubra le truppe dell’imperatore Costantino fronteggiano quelle di Massenzio, per contendersi la supremazia su Roma.
Ebbene, dopo la celestiale visione Costantino fece cucire sulle giacche delle truppe quel simbolo che aveva visto in cielo, sconfiggendo, il giorno successivo, le truppe nemiche.
Quindi divenuto imperatore, Costantino decretò libertà di culto del cristianesimo, che fino ad allora era fortemente represso. A quanto pare, le coordinate geografiche sono molto vicine e tutto lascia spazio ad un grande quesito:
La cometa di Costantino è il meteorite caduto sulla piana del Sirente?
Geologi e studiosi stanno approfondendo l’argomento.. |
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Aida Mastrogiovanni
L'importanza scientifica della recente scoperta del Cratere del Sirente e le prospettive di valorizzazione, anche turistica, sono stati i temi della conferenza stampa presso l'Università d'Annunzio di Pescara, sede dell'International Research School of Planetary Sciences (IRSPS), diretto da Gian Gabriele Ori, di cui fanno parte lo scienziato che ha scoperto il cratere (Jens Ormo) e quelli che hanno condotto la ricerca (Angelo Pio Rossi e Goro Komatsu).
Ormai non vi sono più dubbi sull'origine meteoritica sia del cratere che forma il laghetto di Secinaro, che delle altre venti depressioni minori che lo circondano, causate dalla frantumazione del corpo celeste durante l'attraversamento dell'atmosfera.
Si stima che in una data compresa tra il 370 e il 450 dopo Cristo, dopo l’apparizione nel cielo dell’Italia centrale di una scia fiammeggiante, un'esplosione pari a 15 volte l'energia sviluppata dalla bomba su Hiroshima abbia rotto la quiete nel cuore dell'attuale parco, e provocato probabilmente anche un terremoto, mentre una nube a forma di fungo, alta diversi chilometri, si alzava al di sopra delle vette del Massiccio del Sirente.
Oltre ad essere l'unico cratere da impatto finora conosciuto in Italia e a vantare origini recenti, quello del Sirente costituisce un esemplare unico al mondo anche per altre ragioni. Infatti, come ha sottolineato Andrea Carusi, direttore dell'Istituto di Astrofisica Spaziale del CNR, ogni anno circa 400 tonnellate di materiale meteoritico cadono sulla crosta terrestre, senza quasi mai provocare danni, perché si frantumano durante l'attraversamento dell'atmosfera. |
È da considerarsi pertanto eccezionale l’esistenza di un cratere non molto grande, come quello del Sirente, perché il corpo che lo ha generato (circa 10 metri di diametro al momento dell’impatto) doveva essere estremamente compatto per riuscire ad attraversare l’atmosfera senza spezzarsi del tutto. Altre strutture analoghe si trovano a Campo Cielo, in Argentina, e a Henbury, in Australia. Come ha affermato Gian Gabriele Ori, dei circa duecento crateri conosciuti al mondo ne esistono soltanto 3 o 4 delle dimensioni del Sirente Crater, che in più ha il pregio di essersi conservato quasi integro. Queste caratteristiche, insieme alla facilità di raggiungimento e all'ottima esposizione, ne fanno un laboratorio unico al mondo per lo studio scientifico degli impatti di piccole dimensioni, ma anche per finalità didattiche
Inoltre la meteorite è stata benevola con l'Abruzzo: avrebbe potuto infrangersi sulle pareti del Sirente, o sulla base inclinata dei rilevi circostanti, andando incontro a fenomeni di erosione, invece è caduta in mezzo a un morbido prato, in uno dei luoghi più belli del parco, cosa che ne ha favorito l'eccellente conservazione e ne fa un bene d'interesse turistico oltre che scientifico.
E sulle prospettive di valorizzazione del sito puntano sia il presidente del Parco Giulio De Collibus che il Sindaco di Secinaro, Giuseppe Colantoni, il quale ha avanzato le proposte di istituire una Fondazione (fra Parco, Comune, IRSPS, CNR e altri enti) per la ricerca scientifica, e creare un museo delle meteoriti nel Comune di Secinaro, dove, tra l’altro, sono in corso anche ricerche storiche sulla leggenda dell’esistenza, in un sito vicinissimo al luogo del cratere, di un tempio dedicato alla dea pagana Secinia, da cui sarebbe derivato il nome di Secinaro per indicare il comune e quindi il piccolo lago. |
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| Foto tratte da www.globalgeografia.com/italia/secinaro.htm |
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“Illuminazione scientifica" |
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L'ipotesi di Ormö, Rossi e Komatsu secondo i quali la depressione sarebbe da attribuire ad un impatto meteoritico è stata pubblicata nel 2002 sulla rivista "Meteoritics & Planetary Science", ed è basata essenzialmente su evidenze morfologiche. Questa ipotesi viene fortemente contrastata da un più recente studio condotta da F. Speranza, L. Sagnotti e P. Rochette dell'INGV (Istituto Italiano per la Geofisica e la Vulcanologia), pubblicato sulla stessa autorevole rivista nel 2004. In questa sede gli studiosi hanno condotto un rigoroso studio basato su analisi sulla suscettibilità magnetica (che evidenzia la presenza di materiali ferrosi) e sulla presenza, nei sedimenti interessati, di elementi come il nichel ed il cromo (presenti in materiali di origine cosmica). I dati risultanti non hanno mostrato alcuna somiglianza con quelli relativi a sedimenti connessi a crateri dove l'impatto meteoritico è evidenziato dalla presenza di materiale di chiara origine extraterrestre. Gli Autori hanno anche eseguito numerose datazioni col carbonio-14, il cui risultato mostra che le diverse depressioni imputate ad impatto da Ormö, Rossi e Komatsu hanno età assai diverse fra loro e non possono quindi essere imputate ad un unico evento meteoritico. Conclusione di Speranza, Cagnotti e Rochette è che la depressione circolare dei piani del Sirente ed altre analoghe morfologie riscontrabili in Abruzzo siano di origine antropica, scavate cioè dai pastori per approvvigionare d'acqua il bestiame durante la transumanza. Alcune altre depressioni possono inoltre essere meglio interpretate come doline naturali. |
Si ringrazia:
Prof. Adriano Taddeucci
Cattedra di Geochimica
Dipartimento di Scienze Geologiche
Università Roma Tre |
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