Il Centro Servizi Culturali di Rocca di Mezzo fu inaugurato, alla presenza del Ministro dell’Agricoltura Lorenzo Natali, il 6 gennaio 1970.
Fu istituito dalla Cassa per il Mezzogiorno per interessamento del Vice Presidente dalla Provincia Prof. Mario Arpea con la finalità di istituire e gestire una biblioteca ed un sistema di biblioteche comprensoriali. Il centro, inoltre, aveva ed ha la finalità di organizzare manifestazioni culturali, di collaborare con la scuola per lo svolgimento di attività culturali, facilitando autonome iniziative e mettendo a disposizione la propria organizzazione e attrezzature, facilitare d’intesa e con la collaborazione dell’Autorità scolastica e dei responsabili delle strutture formative extra scolastica, l’attività didattica degli insegnanti e l’attività di ricerca degli alunni.
Infine, collaborare con Enti, associazioni e gruppi culturali locali nella formazione e nella realizzazione dei loro programmi fornendo anche materiale di documentazione e favorendo la preparazione di animatori volontari.
Dalla sua istituzione fino al 1978 fu gestito dal Consorzio per lo Sviluppo Culturale delle Rocche, costituito dal prof. Mario Arpea e da Giovanni Cocciante; da luglio del 1978 è gestito direttamente dalla Regione Abruzzo insieme ad altri 13 Centri distribuiti su tutta la regione. Dal 2000 ha assunto la denominazione di Agenzia per la Promozione Culturale.
Il Consorzio è rimasto in vita e svolge un attività autonoma, che negli ultimi si è caratterizzata per la pubblicazione di libri d’interesse locale, fra cui va ricordato il volume ” La Festa del Narciso dalle origini all’inizio del nuovo millennio”;l'attuale presidente del Consorzio è Giovanni Cocciante .
Nei 35 anni di vita il Centro ha svolto pienamente il suo compito assicurando la sua presenza in tutte le manifestazioni culturali organizzate sul territorio, anche se negli ultimi anni l’attività si è ridotta a causa dei pesanti tagli al proprio bilancio.
Il primo atto del Centro è stato l’istituzione della biblioteca, che oggi è dotata di 25.000 volumi, ed è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19.
La nostra biblioteca è citata come modello ed ecco come la descrive M.C. Cuturi nella sua “ Guida all’uso delle biblioteche” Editori Riuniti Roma 1985.
“ La biblioteca di Rocca di Mezzo. La seconda biblioteca che presentiamo è quella del Centro servizi culturali di Rocca di Mezzo, un paese di circa 1.700 abitanti in provincia di L’Aquila.
Questa biblioteca, per le sue dimensioni e soprattutto per i compiti che deve svolgere e i lettori che deve servire, è molto diversa dalla Nazionale di Roma. E’ un interessante esempio di quelle biblioteche medio - piccole che costituiscono la gran parte delle biblioteche pubbliche del nostro paese. Il Centro, e quindi la biblioteca dipende dalla Regione…..Il personale, tre persone in tutto, si occupa sia della biblioteca sia di altre attività culturali: mostre, convegni, concerti.
La biblioteca occupa una moderna costruzione a un solo piano.
Questo edificio, che ospita anche la scuola materna statale, si trova in una via centrale e molto tranquilla. La biblioteca ha a disposizione 200 mq (oggi sono 300 con i locali del secondo piano, n.d.r.); 35 sono utilizzati per gli uffici, mentre tutto lo spazio restante è a disposizione del pubblico per la lettura, l’ascolto dei dischi e la proiezione di filmati. Una sala è riservata ai ragazzi.
Il patrimonio librario è piuttosto considerevole rispetto al numero degli abitanti del paese: 20.000 volumi circa. Si deve però tener conto che nel paese mancano le biblioteche scolastiche. Inoltre, la biblioteca è il principale punto di riferimento per la popolazione delle località vicine in cui non funzionano pienamente le unità bibliotecarie.
La distribuzione dello spazio è simile a quella di molte biblioteche di pubblica lettura.
Tutti i libri posseduti sono collocati in scaffali aperti e raggruppati per materia. Le suddivisioni sono segnalate da cartelli molto visibili posti lungo le pareti. Non esiste quindi il magazzino. Il lettore gira liberamente fra gli scaffali alla ricerca di ciò che gli serve o che l’incuriosisce.
Naturalmente esistono anche i cataloghi, ma molte volte è facile trovare quello che si cerca senza aver bisogno di consultarli.
Una soluzione di questo tipo non può essere usata dappertutto. A volte la sconsigliano problemi di spazio o di sicurezza, ad esempio dove si conservano libri preziosi.
Oggi c’è però una tendenza generalizzata ad adottarla almeno in parte, sistemando il maggior numero possibile di pubblicazioni in scaffali aperti. Si è osservato che il lettore preferisce evitare l’uso dei cataloghi. Molte volte, infatti, invece di essere un tramite tra il libro e il lettore, diventa una barriera e fallisce così il suo compito. Quando le indicazioni dei vari settori sono chiare non è difficile trovare i libri; e spesso si scopre un’opera interessante di cui non si sospettava l’esistenza.
La vista diretta di un libro, poi, può dare quello stimolo alla lettura che sicuramente non dà la fredda descrizione di una scheda bibliografica”.
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